Il difensore civico per una buona sanità Stampa
Sabato 24 Novembre 2018 15:34

Il Difensore Civico Regionale, come previsto dalla legge “Gelli-Bianco”

del 8 marzo 2017, opera come riportato nel comma 2 dell’articolo 2:

 

Il Difensore civico, nella sua funzione di garante per il diritto alla salute,

può essere adito gratuitamente da ciascun soggetto destinatario

di prestazioni sanitarie, direttamente o mediante un proprio delegato,

per la segnalazione di disfunzioni del sistema dell'assistenza sanitaria e

sociosanitaria”.

In Campania, non a caso, anche questo percorso di nomina, insediamento,

ed azione, fu molto travagliato.

La persona nominata dal Governatore, non possedeva né titoli adeguati

né meriti particolari.

Attraverso un lungo e faticoso escursus, le Corti di genere, hanno sancito

che il dr. Fortunato dovesse essere nominato in sostituzione dei precedenti

scelti dai governi regionali in carica.

In un settore così delicato, oltre alla competenza specifica ed al

riconoscimento meritocratico dell’esercizio della funzione, non può esservi

dubbio alcuno che l’indipendenza del Difensore Civico debba essere

assoluta e senza ombre.

Come recita la Legge, compete infatti al Difensore Civico il compito

di raccogliere le segnalazioni dei cittadini su disfunzioni e/o mal-practice,

che nel gergo comune si traducono in “caso di malasanità”.

Come potremmo noi cittadini confidare nel supporto del difensore Civico,

in questioni così dolorose come la negazione di un diritto a fronte di una

grande sofferenza corporea ed emotiva, legata ad una “brutta malattia”,

se solo pensassimo che il nostro garante dovesse obbedire al desiderato

del “Commissario straordinario della sanità regionale”???

I risultati che in pochi mesi di lavoro, il nostro “Difensore Civico”, ha prodotto,

dimostrano per fortuna di tutti, che egli è assolutamente indipendente!!!

Ciò non di meno deve esserci chiaro che la funzione di Garante

non deve essere svilita.

Noi cittadini, pur vessati e maltrattati, dobbiamo imparare a distinguere

tra un merointeresse personale ed una “battaglia civica di cambiamento”

che porta vantaggio a tutta la comunità.

Chiederemo conto del primo attraverso gli strumenti legislativi di esercizio

del diritto, che la stessa legge Gelli-Bianco definisce con precisione.

Promuoveremo il secondo affidando il compito di intermediazione presso

i decisori sanitario-amministrativi apicali degli Enti, e presso i decisori politici

che fanno la “programmazione”, di reinterpretare le “istanze” ed i “bisogni

di salute” che sono alla base delle istanze, affinché la modifica dei modelli

assistenziali e di erogazione dei servizi sanitari, passi da un “aggiustamento

estemporaneo” ad uno standards operativo su larga scala.

In questa direzione dovrebbe andare anche una rivisitazione culturale

di tutta la materia delle forme di comunicazione che esistono oggi tra

il cittadino e la Pubblica Amministrazione.

In ambito sanitario lo strumento di comunicazione “reclamo” è vissuto

dal dipendente/funzionario un po’ come lo studente medio italiano ha

sempre considerato l’interrogazione:

il momento di un “giudizio universale”, del fallimento di tutto un vissuto

ed operato, la bocciatura ai propri sogni e desideri…insomma un’immane

catastrofe…

Viceversa il reclamo è il miglior strumento per comprendere cosa

non è andato per il verso giusto tra l’elaborazione teorica di un modello

organizzativo ed operativo, e la realtà applicativa.

Per cui in una organizzazione con una cultura di riferimento realmente

orientata al risultato ed alla pacificazione tra le parti, la descrizione precisa

della criticità da parte dell’utente, verrebbe letta come una grande risorsa

per migliorare e stessi e tutto il progetto.

Tornando a noi, alla nostra triste realtà di una sanità sgangherata,

che quasi ogni giorno perde un pezzo di credibilità per strada, dobbiamo

anche noi cittadini impegnarci per un salto di qualità.

Pensare che il Difensore Civico Regionale, come un moderno Don Chisciotte,

possa da solo combattere contro tutti i draghi, condurrebbe al fallimento

di un altrettanto grande progetto di #poweratpeople.

Per evitare ciò dobbiamo costruire intorno al Difensore Civico Regionale

una rete ed una organizzazione, Cominciando dal centro del potere…

I CITTADINI VOGLIONO SUBITO IL DIFENSORE CIVICO NAZIONALE