Quanto le feste natalizie possono dividere? Stampa
Mercoledì 21 Novembre 2018 18:15

Di due giorni fa la notizia, poi in parte smentita, della cancellazione di una recita natalizia per il disturbo che potrebbe arrecare alle diverse culture religiose presenti nell’istituto scolastico.

Sempre più spesso, in tutta Italia si accavallano notizie del genere e subito i giornali amplificano notizie non sempre così rilevanti e non sempre del tutto veritiere.

Anche in quest’ultimo caso, la questione è stata evidenziata da un assessore comunale che giustamente ha sottolineato come la decisione della dirigente scolastica fosse stata forse un po’ troppo affrettata: “Inutile sottolineare la delusione e l’amarezza che ho provato nell'apprendere la notizia. Mi auguro ci sia un ripensamento in tal senso in considerazione del rispetto di quei valori cristiani che fanno parte della nostra storia e del nostro patrimonio culturale. Rispettare chi professa altre religioni non significa dover rinunciare per forza a riconoscere le nostre radici, anzi”. “Solo rispettando quello che siamo stati e, quindi, quello che siamo - conclude l’assessore - riusciremo a far capire agli altri che ognuno è libero di professare la propria fede, ma è anche tenuto a rispettare la storia e la cultura del paese dove vive. Spero venga consentito a bambini e ragazzi dell'istituto di vivere e condividere con i compagni e i propri genitori i momenti più belli, intensi e significativi del Natale”.

La dirigente scolastica rispondendo agli appunti mossi dall’assessore ha dichiarato che “l’idea di realizzare nella nostra scuola un presepe vivente era solo un’ipotesi, neanche formulata più di tanto, dunque il fatto è insussistente”. “Il termine vietare è assolutamente inappropriato e il tema non dovrebbe essere all’ordine del giorno degli interessi di un assessore" ha ribattuto ancora la dirigente, spiegando che la scuola in questione è “un esempio di tolleranza, rispetto e integrazione”.

Inutili ed odiose questioni da adulti, in quanto i bambini sono abitualmente contenti di poter condividere le proprie gioie legate alle diverse festività religiose e tradizionali in genere. E sicuramente sta proprio nella miopia di molti insegnanti il fatto di preoccuparsi di ledere le sensibilità delle diverse culture presenti a scuola, generando anno dopo anno gli stessi incidenti, che non fanno che confondere e dividere la buona volontà che hanno i bambini stessi di conoscere chi sta loro accanto.

Bisognerebbe tornare ad essere un po’ più tolleranti e pluralisti, riuscendo a vivere nella reciprocità e nella complementarietà le diversità che rendono l’armonia dell’umanità ogni giorno più ricca.