Una Cura Efficace contro la Malasanità Stampa
Mercoledì 07 Novembre 2018 18:21

Leggo oggi sui social una notizia a cui abbiamo fatto l'abitudine:

una colonscopia urgente prenotata con il Servizio Sanitario Regionale per il 29.1.2019.

A seguito di questa triste comunicazione molti conoscenti della persona raccontano la loro personale esperienza di "malasanità" col SSR Campano, elencando innumerevoli casi di liste d'attesa interminabili.

Scavalcare non sarebbe stato difficile, bastava provvedere personalmente al pagamento della prestazione, fruendo dell'istituto, normato e “stranamente” molto ben funzionante, dell'Intra-Moenia.

E' interessante ed utile soffermarsi però sul solo caso in oggetto, ossia la colonscopia, esame diagnostico che rimanda subito ad un rischio oncologico serio, fissata per il 29 gennaio dell'anno prossimo.

La Regione Campania, a firma del suo Presidente, emana l'8 di Agosto del 2017, il Decreto n° 34, con cui intende disciplinare l'annosa materia delle liste d'attesa.

In esso richiama, tra le diverse Disposizioni:

il D.P.C.M. 16 aprile 2002 recante Linee guida sui criteri di priorità per l’accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa, allegato 5 al DPCM 29 novembre 2001;

l’Intesa del 28 ottobre 2010 in sede di Conferenza Stato-Regioni (rep. 189/CSR) ai sensi dell’art. 8, comma 6, della Legge 131/2003, sul Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) per il triennio 2010-2012;

Nel decreto regionale, si individuano 43 prestazioni sanitarie di specialistica ambulatoriale e 15 di ricovero ospedaliero, che vanno erogate, a seconda di criteri d'urgenza ben dettagliati, entro un certo limite di tempo, e precisamente, per le prestazioni di specialistica ambulatoriale:

U (Urgente), da eseguire nel più breve tempo possibile e, comunque, entro 72 ore;

B (Breve), da eseguire entro 10 giorni;

D (Differibile), da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici;

P (Programmata), da eseguire entro un arco temporale massimo di 180 giorni.

I criteri che sottendono l’individuazione delle suddette classi di priorità si riportano qui di seguito:

Classe U, prestazione la cui indifferibile esecuzione debba essere riferita a condizioni di particolare gravità clinica;

Classe B, prestazione la cui tempestiva esecuzione condiziona in un arco temporale breve la prognosi a breve del paziente o influenza marcatamente il dolore, la disfunzione o la disabilità;

Classe D, prestazione la cui tempestiva esecuzione non influenza significativamente la prognosi a breve ma è richiesta sulla base della presenza di dolore o di disfunzione disabilità;

Classe P, prestazione che può essere programmata in un maggiore arco di tempo in quanto non influenza la prognosi, il dolore, la disfunzione, la disabilità.

Il Decreto individua altre “azioni interessanti” per noi cittadini:

la perentorietà dei tempi di attuazione, fissati in 30 giorni dalla data di pubblicazione nel BURC

la responsabilità in capo ai Direttori Generali per la mancata attuazione del Decreto

L’individuazione all’interno di ogni Ente di un Responsabile per la gestione delle liste d’attesa e delle attività libero-professionali in regime di Intra-moenia, che evidentemente “camminano” di pari passo con l’erogazione in regime di gratuità, come previsto dai LEA, delle singole prestazioni.

Nel frattempo che chi, avendo sana curiosità, girovaghi in “rete” alla ricerca nei siti Web delle Aziende Sanitarie di questi funzionari responsabili dell’attuazione del Decreto 34, il mio caro amico ed “impotente” cittadino, sa che se vuole fare con urgenza l’esame, dovrà pagarselo!!!

E’ evidente che con il bene salute non si deve scherzare; ne si può su esso costruire una perenne “campagna elettorale”.

Da un bel po’ di tempo il governatore della Regione è molto impegnato a sbandierare “urbi et orbi” ciò che di buono avrebbe fatto e ciò che dice di essere sul punto di fare, trascurando così di verificare con altrettanta minuziosa cura, se i suoi Decreti hanno trovato attuazione.

Al cittadino-utente, che tenta di destreggiarsi nel dedalo di norme, di bisogni insoddisfatti, e di Atti inattuati, in grande solitudine, oggi è concessa in alcune Regioni Italiane, e paradossalmente anche in Campania, terra felix ma “incompiuta” per sua natura, la possibilità di affidare al Difensore Civico, il compito di “intermediare” con forza persuasiva reale, tra il Cittadino e le Pubbliche Amministrazioni.

Nessuna grande conquista civile, però, si realizza senza cambiamenti individuali profondi.

Ognuno di noi, popolo sovrano, deve imparare ad usare gli strumenti di Tutela che esistono ed a rivendicare con forza la diffusione degli stessi su tutto il territorio e dentro ogni area di “vita sociale”.

La nostra Cura efficace può essere una sola....

I CITTADINI VOGLIONO SUBITO IL DIFENSORE CIVICO NAZIONALE!!!