Dipartimento Casa Italia: qualcuno sa cos’è? Stampa
Mercoledì 11 Luglio 2018 10:05

Questa è la notizia che venne data dal CNA (Confederazione Nazionale Artigianato) nel marzo 2017: “Tre dirigenti di prima fascia (incluso il capodipartimento) e quattro di seconda fascia più 20 funzionari: questa è la struttura di partenza del nuovo dipartimento Casa Italia incardinato a Palazzo Chigi, al quale il governo ha assicurato una dote finanziaria di 1,3 milioni per quest'anno e 2,5 milioni dal 2018 in poi. L’istituzione del dipartimento è prevista da un emendamento al decreto terremoto che il governo ha trasmesso all’Aula della Camera, dove entro la settimana si concluderà la prima lettura. Si tratta del primo passo della struttura voluta dall’ex premier Matteo Renzi all’indomani del sisma del Centro Italia, e poi confermata dal suo successore a Palazzo Chigi, Paolo Gentiloni. Alla nuova struttura vengono affidati compiti di indirizzo e coordinamento dell’azione strategica del governo connesse al progetto Casa Italia al fine di sviluppare, ottimizzare e integrare strumenti finalizzati alla cura e alla valorizzazione del territorio e delle aree urbane nonché al patrimonio abitativo, anche in riferimento alla sicurezza e all’efficienza energetica degli edifici. Nella definizione della mission del nuovo dipartimento non si leggono le parole né di rischio sismico, né di prevenzione. Il campo d’azione sul patrimonio edilizio al momento sembra circoscritto all’edilizia abitativa, che include il tema dell’efficienza energetica. Evidentemente occorre ancora definire nel dettaglio il rapporto che dovranno avere tra di loro il Dipartimento Protezione Civile ed il Dipartimento Casa Italia”.

Oggi, dopo poco più di un anno dalla sua istituzione, il Dipartimento Casa Italia viene già ridimensionato e forse chiuso dal nuovo Consiglio dei Ministri. “Meno male” potrebbe commentare qualcuno, visto che quasi nessuno conosceva questa ulteriore forma di burocratizzazione dell’azione statale.

Venne istituito come Dipartimento nel 2017 (legge 45) dopo alcuni mesi di non chiara connotazione e a seguito degli eventi sismici del 2016. Nel sito istituzionale c’era scritto: “È il Dipartimento che il Governo ha voluto per promuovere la sicurezza del Paese in caso di rischi naturali. Il suo compito è quello di sviluppare, ottimizzare e integrare strumenti destinati alla cura e alla valorizzazione del territorio, delle aree urbane e del patrimonio abitativo. Dipartimento Casa Italia: conciliare sicurezza e qualità della vita”.

La solita propaganda, ma in sintesi, di cosa avrebbe dovuto occuparsi? E cos’è stato fatto fino adesso?

Il Rapporto presentato pochi giorni fa, come il risultato del lavoro di riflessione e analisi fatto da componenti ed esperti della Struttura di Missione di Casa Italia è stato aspramente criticato (fino a finire quasi nel dimenticatoio) per la qualità dei dati trattati, le competenze degli esperti della Struttura di Missione e i costi sostenuti per il suddetto rapporto (in proporzione ai primi due aspetti).

Ecco i progetti messi in campo: “Casa Sicura” (campagna di promozione degli incentivi fiscali derivanti dal cosiddetto SismaBonus); “Piano 10 Cantieri” (sensibilizzare i territori a intervenire sulla messa in sicurezza antisismica di edifici pubblici esistenti, in Comuni scelti su tutto il territorio nazionale); “Contributi per l’edilizia scolastica” (procedura per l’individuazione degli enti locali cui erogare contributi per effettuare le verifiche di valutazione del rischio sismico e la progettazione di eventuali interventi di adeguamento sismico sugli edifici di proprietà pubblica); “Mappa dei rischi naturali dei Comuni italiani”. Malauguratamente, sono stati appena abbozzati o non sono nemmeno partiti.

“Forse”, il nuovo Governo ha riscontrato qualcosa che non ha funzionato da qualche parte, che magari la squadra scelta per questa missione non era la più idonea e che, quando si toccano certi argomenti, è bene che i proclami politici vengano tenuti lontani. Resta il rimpianto per una grande occasione persa. E la speranza che questo passo indietro sia funzionale a una nuova consapevolezza, nuova organizzazione e nuovo slancio per affrontare questi temi che sono i nervi scoperti del nostro paese.

E forse altri soldi saranno spesi inutilmente.