Le vedette romane Stampa
Sabato 07 Luglio 2018 13:26

Nel 1886, Edmondo De Amicis raccontò la struggente storia della piccola vedetta lombarda, intrisa di patriottismo, di onore e di altrettanta rara delicatezza di sentimenti.

Nel 2018, il sindaco di Roma torna a parlare di “vedette”, ma purtroppo per una più infima e disonorevole ragione: l’istituzione del “Sistema Unico di Segnalazione” attraverso il quale si possono inviare suggerimenti, segnalazioni o reclami riguardo a trasgressioni, disservizi, situazioni di degrado.

"Abbiamo 3 milioni di occhi che potenzialmente possono dirci cosa accade in città", ha spiegato il sindaco presentando la nuova pagina web. Ha poi sottolineato che con "un filmato di comportamenti incivili possiamo risalire al responsabile e sanzionarlo. Questa modalità è possibile ed è molto importante. Lo abbiamo già fatto con gli incivili che avevano buttato i rifiuti in maniera irregolare, segnalati tramite un video, e che sono stati sanzionati attraverso il riconoscimenti della targa".

" Oggi presentiamo l'avvio di una innovazione che stiamo sperimentando all'interno di Roma, ad oggi esistono una serie di sistemi per segnalare, ma sono frammentati e poco efficaci e con poca organizzazione di back office per gestire tutte le richieste", ha affermato il sindaco. "Stiamo cercando di innovare questo strumento per renderlo più funzionale - ha poi aggiunto - e per sfruttare i potenziali 3 milioni di occhi dei nostri cittadini che possono aiutarci a capire cosa non va in città. Non solo foto e filmati, ma le segnalazioni saranno anche georeferenziate con l'esatta collocazione sulla mappa, dalle buche ai divieti di sosta. Questa è la prima fase ed è la presentazione progetto, durante la seconda fase andremo avanti per macroaree per lavorare alla risoluzione dei problemi maggiormente segnalati. Tutto questo - ha concluso - per aumentare la capacità di risposta dell'amministrazione nei confronti dei cittadini, e grazie alla tecnologia ora è possibile".

Nel sito del Comune di Roma, il servizio si trova nel menù a tendina nominato “Partecipa” e quindi “Segnala”. Si trova tra altri servizi che invitano alla partecipazione attiva del cittadino alla vita comunale. Allora perché un giudizio non del tutto positivo?

Se da una parte si potrebbe parlare di un’iniziativa lodevole, che coinvolga il cittadino a una maggiore responsabilità nei confronti del bene comune, d’altra parte ci troviamo di fronte a una situazione estrema di delazione. Mentre le segnalazioni di disservizi e di degrado possono essere giustificate e decisamente utili, vista la complessità di condizioni che si ingenerano in una grande città, le denunce popolari di massa danno la netta sensazione di rivalsa esasperata e deterioramento sociale.

Quando in una società si ha bisogno di delatori che segnalino le trasgressioni di legge o altri comportamenti illeciti da sanzionare, significa che la comunità è tragicamente regredita, che l’educazione civile è ormai inesistente e che le responsabilità personali rispetto alla società civile sono andate completamente perse.

Quello che ancora manca, o che è andato perduto, oggi è proprio quell’amore incondizionato verso il bene comune, quell’educazione alla civile coesistenza che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di qualunque consesso di uomini.

Rispetto, co-responsabilità, onore, sono parole che hanno perso di sostanza tra le fila di un’umanità sempre più rinchiusa in se stessa e nelle sue meschinità egocentriche.

Ognuno dovrebbe essere una vedetta, ma prima di tutto per se stesso.