DEPURARE LE ACQUE REFLUE: CI PENSANO I PIOPPI! Stampa
Mercoledì 13 Giugno 2018 13:33

Italia censurata, Italia che si riscatta. Così potremmo sintetizzare la vicenda dell'ennesima  condanna per l'Italia da parte dell'Unione Europea. Sotto accusa è la cattiva gestione delle acque reflue, che riguarda più di cento Comuni italiani; una gestione inadeguata delle acque di scarico, aree sprovviste di sistemi di trattamento delle acque reflue, grave ritardo nel seguire le disposizioni dell'Unione Europea sul tema. D'altra, però, cogliamo anche un'Italia attiva, sensibile alla "salute" della biosfera, che si spende nella ricerca per trovare soluzioni idonee al recupero di spazi naturali, e dunque vitali, danneggiati. Infatti, una delle eccellenze accademiche italiane, che è l'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in collaborazIone con il Centro tedesco Helmotz di Monaco, ha  coordinato una ricerca che ha l'obiettivo di sviluppare piante capaci di "mangiare farmaci": Le piante individuate, sono state modificate, cioè,  in modo tale da assorbire i farmaci dispersi nelle acque reflue, accumulandoli nelle radici. Si tratta dei pioppi bianchi, della varietà Populus alba clone Villafranca, che hanno acquisito questa proprietà e che in futuro potrebbero essere utilizzati  all'uscita dei tradizionali impianti di depurazione. Piante, già note per la loro capacità di accumulare metalli pesanti e sostanze organiche estranee agli organismi (xenobiotici) che sono presenti nel suolo e nelle acque.

La ricerca è stata pubblicata nella rivista Science of the Total Environment.