“I love me”, il progetto umbro per studenti, contro alcol, fumo e droga Stampa
Sabato 14 Aprile 2018 10:49

Un bel progetto sta per coinvolgere 1500 studenti umbri delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado, i loro genitori e insegnanti. Prevede incontri, dibattiti, attività e laboratori con i bambini e ragazzi per sensibilizzare sulla pericolosità delle sostanze di abuso, quali alcol, fumo e droga.

Dalle ultime indagini commissionate dall’Istituto Superiore di Sanità, è stato rilevato un aumento dei comportamenti a rischio (sia per la salute, sia per la devianza sociale) tra i più giovani. Infatti, è significativo l’abbassamento della soglia di età per il primo accesso a tali sostanze, ormai presenti purtroppo a partire dalla scuola primaria.

Secondo l’Osservatorio Europeo sulle Droghe, l’uso di alcol è frequente già tra gli 11 e i 15 anni di età, nonostante in ambito medico se ne raccomandi il divieto almeno fino ai 16 anni, dato che “solo a partire da questa età l’organismo è in grado di metabolizzarlo in modo corretto”. L’alcol assume il ruolo di facilitatore poiché i suoi effetti, in apparenza, possono aiutare il ragazzo a superare ansie e paure. Ugualmente, il fumo inizia ad entrare nella vita di un ragazzo già a 9-10 anni. E, sia per la costruzione della nuova identità personale, sia per emulazione, sia per l’inserimento nel gruppo (come una specie di rito di iniziazione), il fumo assume il ruolo di agevolare la ricerca di una scorciatoia per evitare o alleviare un disagio sociale. In crescita esponenziale è il trend delle droghe, tra cui la cannabis è la più consumata tra i giovani, mentre tra i più piccoli sono ancora di gran moda purtroppo i fumi esalati da colle ed affini, perché di costo inferiore e più accessibili rispetto alle altre sostanze.

Il target individuato nei giovani per il progetto che la Regione Umbria sta sostenendo, “è giustificabile per il fatto che educare un ragazzo o un bambino può dare risultati molto più importanti rispetto al tentativo di sensibilizzare gli adulti in cui sono consolidate abitudini difficilmente modificabili” afferma Antonio Bartolini, assessore regionale all’istruzione.

Alla presentazione del progetto si è comunque ribadita l’importanza della partecipazione di adulti ed insegnanti perché dovrebbe essere una loro assunzione di responsabilità quella di testimoniare come queste insane abitudini siano deleterie per la salute soprattutto dei più giovani. A ben vedere un punto dolens, visto che la responsabilità non sembra essere una qualità comune negli adulti postsessantottini: e questi ultimi sono sicuramente l’anello debole di almeno due generazioni, che hanno visto scemare non solo la consapevolezza dell’esistenza, ma anche la cultura e l’educazione, lasciando ai posteri odierni un vuoto difficilmente colmabile.

Attività comuni, incontri con esperti, elaborazione di contributi, ogni azione mira a contribuire alla conoscenza ed educazione sul consumo delle droghe, ma in Umbria, come in tutta Italia, si dovrà pensare di riconsiderare le cause che hanno condotto a tale stato sociale così degradato. I progetti, sempre più complessi, scaturiti da menti teoricamente perfette, ma non sempre così capaci di cogliere la realtà concreta giovanile, rischiano di rimanere vane parole. I giovani ed ancor di più i ragazzi guardano nonostante tutto ai loro vicini più grandi e quello che vedono non è un bello spettacolo. Dunque, lasciamo loro maggiore responsabilità, lasciamo che maturi nella loro mente un bisogno diverso e magari una visione migliore della vita, magari diversa da quella consegnata loro dai cosiddetti adulti.