Delitto perfetto Stampa
Mercoledì 29 Novembre 2017 15:52

"Mi dice Elena che lo scorso anno all'appuntamento degli studenti italiani a Maastricht in Olanda erano in 20, quest'anno in più di 100". Comincia così la lettera di un padre di due gemelle, che studiano all'estero, Elena e Silvia, la prima in Olanda la seconda in Scozia. Le due studentesse non rientrano nella generazione Erasmus, non sono tra gli studenti che per sei mesi all'anno assaggiano il sistema educativo di altri Paesi. Elena e Silvia fanno parte di quei giovani che lasciano l'Italia, probabilmente senza farvi più ritorno, per altre Nazioni che offrono accoglienza ed opportunità. Elena frequenta l'University College di Maastricht (UCM), che forma quelli che diventeranno funzionari europei; Silvia il St. Andrews in Scozia.
"Elena mi racconta - continua quel papà - che il rettore della sua università va la domenica in biblioteca a distribuire biscotti agli studenti che preparano  gli esami". Qui forse i rettori neanche li conoscono gli studenti. A St. Andrews, Silvia conosce la famiglia accademica, dove lo studente è accolto ed è considerato un re perchè rappresenta il futuro, se consegue risultati elevati riceve una lettera dal rettore di congratulazioni ed incoraggiamenti, ha prospettive di carriera, e se è in condizioni di meritarlo, a trent'anni è già un luminare. I costi non sono elevati. Per i giovani ci sono notevoli agevolazioni: condizioni favorevoli per aprire un contocorrente in banca, pagamento di solo vitto ed alloggio, sconti in negozi e musei.
Elena e Silvia, - ma potrebbero chiamarsi Antonio e Domenico -  rappresentano la sconfitta di un Paese che non sa offrire opportunità di ricerca e gratificazioni economiche; che rinuncia ad investire negli snodi strategici per la propria crescita.
"In Italia, la mia generazione - conclude il padre amareggiato -  e le precedenti hanno rubato il futuro ai nostri, ai miei, figli. E non c'è perdono per questo delitto perfetto".