Uno spiraglio di giustizia per le morti militari da esposizione a radon Stampa
Mercoledì 08 Novembre 2017 15:50

Morivano per carcinoma polmonare da esposizione al  gas radon,militari in servizio presso l’ex base Nato sul monte Venda, in provincia di Padova. I vertici delle Forze Armate erano a conoscenza ma non fecero nulla per prevenire il rischio, questo è quanto stabilito dal tribunale padovano, che ha condannato a 2 anni per omicidio colposo l’ex direttore generale della Sanità militare Di Donna, costretto a risarcire, insieme al Ministero della Difesa, i tre militari dell’Aeronautica, parti civili nel processo. Condannati anche altri tre imputati, tutti ex vertici dell’Aeronautica. Assolto, invece, l’86enne ex capo di Stato maggiore Pisano. Il procedimento, cominciato nel 2005 e dopo due richieste di archiviazione respinte dal gip, riguardava la morte di due militari, Graziano Strazzacappa e Nicola Santacroce, in seguito ad inalazione, per anni, di gas radon nelle gallerie sotterranee della base, ed anche la malattia di un terzo. Per la prima volta è riconosciuta la colpevolezza della Difesa in materia di morti legate all’esposizione al gas radon. Per i giudici padovani, le Forze Armate Nato sapevano, già dalla fine degli anni Ottanta, delle elevate concentrazioni di radon nella base sul monte Venda, ma non hanno fatto nulla per tutelare i militari: né limitando l’accesso ai locali contaminati né dotandoli di adeguate protezioni. Secondo alcune fonti avrebbero, addirittura, messo a tacere il rischio legato alla presenza del radon. Una notizia, questa, che spiana la strada ad una nuova speranza di riscatto per le famiglie dei militari che spesso, in seguito a denunce, trovano solo porte sbarrate. Noi di Unione Civicratica, da sempre dalla parte della Giustizia, abbiamo ritenuto opportuno dare la giusta eco a questo accadimento, restando, come di consueto, vigili nel raccontarvi ogni possibile sviluppo.