Quando i numeri si interpretano Stampa
Martedì 04 Aprile 2017 17:00
Quando i numeri si interpretano

Dunque i numeri devono essere interpretati, non essendo chiari..
Secondo l'istat a febbraio 17 cala la disoccupazione  in Italia, meno che in tutto il resto d'Europa, molto meno, ma cala.
Il Governo con toni trionfalistici ha chiarito che è merito delle politiche messe in campo nella materia negli ultimi tempi e degli sforzi in quella direzione fino ad oggi usati.
L'Istat però precisa:è vero che la disoccupazione cala, ma aumenta il numero degli inattivi, vale a dire di quei soggetti  che prima cercavano un lavoro e che ora, per disamore, depressione o per qualsiasi altro motivo, cessano di essere dei cercatori di lavoro e si aggiungono alla platea degli inoccupati perché il lavoro non lo vanno più a cercare.
Quindi i toni trionfalistici dovrebbero rientrare almeno in parte perché il dato va letto nella complessività e non nella parzialità, o no?Inoltre gli occupati crescono -nel confronto tra periodi- tra gli over 50 e questo forse a causa di manovre che hanno reso meno facile il pensionamento.
Secondo l'Istat il contratto a tutele crescenti a tempo indeterminato non tira più, a farla da padrone sono i contratti a scadenza, per i quali i datori di lavoro danno un impegno di spesa limitato nel tempo e poi si vedrà.
Insomma il mercato del lavoro italiano è poco reattivo e a quanto pare anche in fase di apparente nuova precarizzazione (l'affare chiuso dei voucher la dice lunga), mentre la scia dei "depressi" si allunga tanto da tornare -o continuare- ad essere mantenuti dai genitori.
La politica si divide tra discorsi sulle primarie, sulle votazioni di segreteria, sulle cordate, sulle liste e sul mattarellum bis, mentre gli italiani continuano a chiedere cose basilari quali un lavoro dignitoso per garantire la dignità della persona e della famiglia con una stabilità appena necessaria a dei piani progettuali.
La politica sembra però non prestare la necessaria attenzione e l'italia attende.