“Disciplina dei servizi per la tutela del credito” Stampa
Venerdì 31 Marzo 2017 17:58

 “Disciplina dei servizi per la tutela del credito”

Giovedì 30 marzo alle ore 11.30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati si è tenuta la presentazione della proposta di legge: “Disciplina dei servizi per la tutela del credito”, presentata dall’onorevole Paolo Petrini. Tra i partecipanti, il Presidente Codacons e Vicepresidente dell'Osservatorio Imprese e Consumatori, Gianluca Di Ascenzo, e il Presidente dell'Osservatorio Imprese e Consumatori, Antonio Persici.

Il disegno di legge (Atto Camera 4261) prevede importanti novità per il settore del recupero crediti.

Presidente Antonio Persici, come nasce questo disegno di legge?

A.P. Questo disegno è nato con lo scopo di tutelare consumatori, creditori e aziende incaricate nel recupero crediti, intervenendo in un ambito oggi regolamentato da una legge emanata da Vittorio Emanuele III, che risale al 1931 e dunque assolutamente anacronistica. Il principio su cui si basa è quello di orientarsi al bene comune. Chi svolge il mestiere di recuperare un credito non è mai visto di buon occhio, anche a causa di qualche comportamento sbagliato che in alcuni casi ha caratterizzato tale attività. Noi pensiamo che per risolvere l’attuale situazione per cui sono state chiuse centinaia di migliaia di aziende, con conseguente perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e danni all’erario, occorra spingere una riforma attraverso un Ddl come quello presentato dall’onorevole Petrini. E’ una riforma che fa distinzione tra chi non vuol pagare e chi non può pagare per cui prevede l’istituzione di un Fondo di Solidarietà che vada ad aiutare le persone più disagiate realmente in condizioni di non poter pagare.

Bisogna aiutare concretamente i debitori onesti che, per la grave crisi economica, sono in difficoltà.

Quali sono gli altri aspetti importanti della riforma?

A.P Uno dei più rilevanti è la costituzione di un Organismo di regolazione e controllo pluralistico, quindi la garanzia della presenza allo stesso tavolo di tutti gli stakeholder: i rappresentanti dei creditori, i rappresentanti dei debitori, i rappresentanti di chi svolge questa attività di recupero e sotto il controllo del Ministero di Giustizia, come avviene per esempio in Germania,  e non quello degli Interni le cui competenze riguardano l’ordine pubblico e la sicurezza e non certamente il settore di recupero crediti. La partecipazione attiva di tutte le parti al controllo e alla regolazione del settore garantirebbe l’individuazione di soluzioni condivise e orientate verso il bene comune.

C’è poi la legge che riguarda il rintraccio del debitore, attraverso l’accesso alle banche dati. Oggi alcuni consumatori debitori disonesti che vogliono fare i furbetti si nascondono, utilizzano sotterfugi per sottrarsi a quello che è il loro adempimento. Bisogna a mio avviso ridisegnare i confini tra i diritti e i doveri del consumatore debitore. Chiaramente non c’è alcuna violazione dei dati sensibili ma solo l’intento di trovare una persona che si è sottratta indebitamente e illegalmente a un pagamento. La legge deve favorire la reperibilità di chi dolosamente si sottrae ai propri doveri mentre deve tutelare gli onesti.

 

La formazione obbligatoria Un altro aspetto importante è quello della formazione degli addetti che diventerà obbligatoria se passerà questo disegno di legge. E questo è importante se si vuole perseguire il bene comune in un settore così delicato.

 

La registrazione delle telefonate nasce dal fatto che ci sono tantissime denunce nei commissariati di gente che dice che è stata maltrattata al telefono, generalmente sono debitori che denunciano, da poco anche qualche creditore. Poiché l’attività di recupero crediti viene svolta prevalentemente telefonicamente questa proposta di legge costituirebbe un deterrente fortissimo a un comportamento irrispettoso e quindi favorirebbe il dialogo. Se poi qualcuno nonostante la registrazione vuole asserire cose false, la registrazione a processo aiuterà a testimoniare quanto realmente accaduto.

Se questa proposta venisse approvata, Presidente Antonio Persici, come potrebbe cambiare il prossimo anno a suo avviso?

Le leggi che vanno in Parlamento, in Camera e in Senato, di origine parlamentare cioè presentate da un senatore o da un deputato nella XVI legislatura ne sono passate molto poche.

Molte delle leggi proposte dai parlamentari a volte vengono ospitate in decreti-legge, come se i decreti-legge fossero dei treni alta velocità, come emendamenti. Un primo tentativo di far passare questa legge è già stato fatto con il treno alta velocità che si chiamava “Legge di Stabilità”. L’onorevole Petrini provò a “far salire a bordo” il fondo di solidarietà, perché questi articoli possono essere presentati anche singolarmente, essendo questa legge modulare cioè ogni singolo articolo può vivere di luce propria opportunamente accomodato. Può essere quindi una legge ospitata in atti del governo che hanno sicuramente la possibilità di andare in porto. Noi auspichiamo di riuscirci tra questa e la prossima legislatura, poiché è una legge che serve al paese, non è né di destra né di sinistra. Più la Società civile l’appoggia più c’è possibilità che questa legge vada avanti, nell’interesse di tutti. Per il bene comune.

 

Grazie, sosteniamo tutti la proposta dell'Osservatorio Imprese e Consumatori, Imprese e Consumatori uniti per l'Etica nell'economia.