Lo Spazio delle Associazioni Stampa

anidaCivicrazia, nell'ambito del progetto Napoli Innanzitutto, con cui intende ridare ai cittadini napoletani la libertà di scegliere liberamente il candidato sindaco e formulare concrete proposte per il risanamento della città, ha aperto uno spazio di confronto aperto con le associazioni.

Questa settimana abbiamo intervistato il Dott. Sannino, di ANIDA Onlus per parlare di falsi invalidi e investimenti sociali. La tesi emersa è che si rischia di cadere in un'epoca in cui i disabili sono le nuove streghe cui dare la caccia. Giusto colpire i falsi invalidi, ma attenzione a utilizzare un metro di giudizio valido e competente.
Scatta la tagliola ed i cordoni della borsa si stringono. In una Napoli soffocata dai rifiuti un uomo si è ucciso, soffocato da un altro tipo di spazzatura: la speranza di vedersi riconosciuta la propria autentica invalidità è andata in fumo, consumata nel rogo delle streghe.
Il Presidente di ANIDA Onlus, il Dott. Giuseppe Sannino, cerca di aiutare, forte della sua esperienza vittoriosa, chi si trova ancora intrappolato.
Ecco perché Sannino definisce la situazione attuale una “macelleria sociale” in cui fanno a pezzi diritti e dignità ed in cui l’ANIDA e i cittadini non sono disposti a fare l’agnello sacrificale di nessuno.  

Dott. Sannino, Lei è rimasto coinvolto nella cosiddetta “caccia ai falsi invalidi”. Può raccontarci la Sua esperienza?

Voglio fare una piccola premessa: se ci sono falsi invalidi  ci sono o medici incompetenti o medici corrotti. Detto ciò, il giorno 28/04/2008, a me, colpito dal virus della polio all’età di otto mesi, L’INPS di Napoli ridusse l’invalidità dal 100% all’80%. Siccome il miracolo non c’era stato, chiamai l’INPS lamentando innanzitutto il fatto che non ero nemmeno stato avvertito. Ci fu quindi una lunga corrispondenza senza che mi corrispondessero più ciò che mi era dovuto….ma detti grande visibilità al mio problema, cercai quella risonanza, che è magnetica per i cosiddetti cacciatori di scoop, ma che può essere utile anche a chi è semplicemente a caccia della verità. 


Questa risonanza Le ha offerto un valido sostegno?

Sì. Ma nonostante ricevetti appoggi su più fronti, dovetti adire le vie legali, avendo la massima cura affinché non scadessero i termini. Durante la causa il giudice nominò il Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), ovvero un medico competente. Domandai subito al dottore in questione: “Ma lei è un ortopedico? “ ed ad un suo diniego continuai : “Ma allora come fa a visitarmi?” 


Visto che non aveva di fronte un ortopedico non era ortós (giusto) tutto quello che Le stava accadendo, o peggio, quello che sarebbe potuto accadere…

Gia, e fortunatamente il peggio non s’è avverato. Il mio avvocato richiese espressamente che fosse chiamato in causa uno specialista. Dopo circa un anno e mezzo finalmente un ortopedico mi ha visitato. L’ho preteso per raddrizzare innanzitutto il sistema….un sistema in cui scienza dovrebbe far rima con coscienza!  Passarono ancora diversi mesi ed il CTU consegnò infine un’ampia relazione attestante  la mia situazione, nonché lo sbaglio commesso dall’INPS. È così che a febbraio di quest’anno mi riapproprierò del maltolto, e potrò disporre di tutti gli arretrati.


E’ riuscito a fare scacco matto dunque?

Più che altro non sono voluto diventare una pedina nelle loro mani. Ma la vera vittoria ancora non l’ho riportata, il vero scoop è ancora da scrivere.


Qual è il vero scoop?

Il vero scoop sarà proprio la citazione per danni all’INPS dato che non ho mai avuto il piacere di ricevere le scuse dall’Ente, nella persona del Suo Presidente, il Dott. Mastropasqua. Non voglio mercificare quanto mi è accaduto,  ma, con questa mia azione, voglio invece ridare speranza alle tante persone che vivono la mia situazione.


Quindi il Suo non è un caso isolato?

Affatto. Ho raccolto moltissime testimonianze, quindi purtroppo non sono l’unico ad aver subito tutto questo.
Il vero problema è che pochi hanno la forza di piegare l’INPS e piegano la testa. Molti la testa l’hanno addirittura persa, e dopo delle sentenze  per loro ineluttabili, hanno deciso di farla finita.
Invece per me, che ho deciso di non rinunciare ai miei sacrosanti diritti, è arrivato un secondo CTU ed un processo vero, vero come la mia invalidità. Mi chiedo ancora come sia stato possibile non consultare l’albo dei professionisti per far giudicare il mio caso, ovvero per trovare un medico competente che potesse giudicarlo!


L’INPS ha avuto a riguardo un qualche tipo di reazione? La caccia alle streghe continua?

La caccia continua, sono le streghe che stanno cambiando. L’INPS vorrebbe che fossero i medici a pagare, volta per volta, declinando ogni sua responsabilità. Ma la declinazione non può applicarsi a casi del genere, perché un ortopedico non può pagare per aver giudicato in maniera errata la situazione di un malato di cuore, parimenti un cardiologo per aver male interpretato quella di  un paralitico.
A mio avviso una soluzione utile ad evitare di sostenere costi inutili così come a dover soffrire le complicazioni di una burocrazia dilagante, è quella di unificare le varie commissioni di esame. Perché il malato deve sottoporsi fino a sette visite per l’individuazione del suo stato patologico quando sarebbe così semplice sottoporsi ad un’unica visita in cui siano presenti diversi medici competenti in diverse aree? 


Cosa si possono aspettare da ANIDA le vittime di questo particolare abuso “da sistema”?

Possono aspettarsi assistenza psicologica e legale. Certo non tutti i casi sono uguali, ed ognuno di loro viene attentamente valutato, vagliato, ma chi soffre di vere patologie può, e soprattutto deve, andare avanti e riscrivere la propria storia! La mia è stata riscritta. Purtroppo l’articolo in cui si celebrava la vittoria ed il mio riscatto non ha avuto lo stesso spazio del primo, quello che segnava la mia sconfitta e la mia colpa, ma è stato scritto un secondo, ed è solo questo quello che conta.


Come i giornali sbattono il mostro in prima pagina, di contro Lei ha sbattuto in prima pagina le mostruosità di un modo di operare incompetente.

Ed ho sbattuto in faccia a tutti la verità: che non sono chiamati a giudicare medici competenti. Non finirò mai di domandare, quasi una litania: come può un ortopedico valutare lo stato di un malato di cuore?
E come si può combattere la malattia più brutta ovvero la paralisi e la mancanza di cuore di un sistema?

Con Anida, intrepida garibaldina e con Sannino… Osanna a chi ha la forza di credere.

(Dott.ssa  Francesca Toncli)



Leggi le altre interviste

ONESEA Alliance: Il mare di Napoli. una ricchezza da tutelare

Pony civici e centri di incontro. Le risposte per Napoli dell'Associazione Ventitré

ANGLAD. Per vincere la droga il coraggio delle mamme

Pizzaioli o pizzaiuoli? Ne parliamo con l'associazione Pizzaiuoli Napoletani

Realtà Donna. L'importanza di dare l'esempio 

Un aiuto a bimbi e genitori con l'associazione IL BRUCO

Come si coniugano tempo libero e difesa del consumatore? Ne parliamo con Gianfranco Bellissimo

Energia positiva e comitati di quartiere: sono le proposte per Napoli del Centro Nuova Era

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Febbraio 2011 14:31